Foto: Silvia Amato, Director of Education, Communication e Cultural Transformation Opinno Italy; Giampaolo Colletti, giornalista, fondatore di Wwworkers, durante la presentazione del Manifesto Futuro Circolare alla camera dei Deputati.

Wwworkers, unione tra WWW e workers, è una piattaforma creata nel 2010 dal giornalista Giampaolo Colletti per raccogliere e raccontare storie di piccoli imprenditori digitali italiani. Una community dei lavoratori della rete che sfruttano le leve del digitale per accelerare la propria impresa. 

Negli anni Wwworkers ha raccontato queste eccellenze del territorio, realizzando progetti incentrati su temi specifici, mettendoli in contatto fra loro e rappresentando una realtà importante del territorio a livello istituzionale. 

Il tema dell’edizione 2022 di Wwworkers, chiamata Futuro circolare, è stata l’economia circolare e la sostenibilità. 

“Quest’anno, per la prima volta – ci racconta Giampaolo Colletti – abbiamo legato il tema del digitale a quello della circolarità, affiancando le sfide della transizione digitale a quelle della transizione ecologica e ambientale. Un passaggio importante perché ci ha permesso di dialogare con cento PMI e microimprese del territorio durante un evento che è durato tre mesi e mezzo”. 

Qual è l’obiettivo di questa edizione? 
“L’obiettivo è stato quello di realizzare il Manifesto sul Futuro Circolare , un documento identitario, condiviso, visionario, che rappresenti l’identikit delle aziende digitali e circolari italiane e che abbiamo presentato durante l’evento finale alla Camera dei deputati. Si riflette tanto di sostenibilità e digitale per le grandi corporate, ma anche le piccole realtà d’impresa posso fare tanto. Per farlo, però è necessario capire esattamente quali sono le azioni da intraprendere e le priorità. Questo è stato il compito che ci siamo prefissi con questa edizione. E per raggiungerlo ci siamo concentrati a strategie concrete per definire azioni pratiche, misurabili, certificate e condivise. Azioni che si legano a ideazione, produzione, distribuzione e riuso”. 

In questo quadro è nata la collaborazione con Opinno Italy che ha affiancato il progetto Wwworkers in questa sfida. 

“Abbiamo aiutato queste piccole e medie imprese dal cuore verde a definire il decalogo delle azioni imprescindibili per essere un’impresa circolare – spiega Silvia Amato, Director of Education, Communication e Cultural Transformation Opinno Italy. Lo abbiamo fatto ispirandoci a uno degli strumenti dell’Open Innovation, attraverso un hackathon che ha  coinvolto, in diversi appuntamenti, la community di imprenditori digitali italiana per raccontarsi, confrontarsi e fare una sintesi delle esperienze per rappresentare al meglio le best practice che possano aiutare e ispirare altre realtà, per essere sempre più sostenibili”. 

Come è stato sviluppato questo progetto? 
“Abbiamo creato un virtual building dedicato alla community dei Wwworkers, dove cento tra PMI e imprese si sono incontrate virtualmente per confrontarsi e lavorare insieme, ispirati da speaker e guidati dai nostri Innovation manager e mentor per far emergere le esperienze più significative e facilitare la collaborazione. Grazie a questa struttura siamo riusciti a comporre, come un puzzle, un manifesto di dieci punti che potrà ispirare tutte le aziende che vogliono puntare sulla sostenibilità”. 

Il progetto ha permesso anche di tracciare un quadro aggiornato della situazione delle piccole e medie imprese italiane. Giampaolo, cosa emerge da questa fotografia? 
“Sicuramente emerge il fatto che è aumentata molto l’attenzione verso i territori e le economie di prossimità- Le PMI e le micro imprese hanno molte più frecce al loro arco perché, a differenza del passato, quando si lavorava sul campo global, oggi l’attenzione si è spostata sul glocal e questo fa sì che si siano valorizzati territori e i rapporti che le aziende hanno nei territori in cui si trovano”. 

Wwworkers, negli anni, ha aggiunto al tavolo dei lavoratori della rete, oltre che grandi aziende, anche le istituzioni. Non è un caso che anche quest’anno, come nelle edizioni passate, l’evento finale con la presentazione dei risultati del progetto sia stato fatto in Parlamento, il 15 dicembre, alla Camera dei deputati. 
È indispensabile. Le imprese devono comprendere che è necessario essere presenti a questi tavoli. È la logica anglosassone del multi-stakeholder engagement. Senza il coinvolgimento degli stakeholder istituzionali diventa difficile creare valore, oltre la mera realizzazione del prodotto o servizio”. 

Quali sono le sfide più importanti che devono affrontare queste realtà oggi? 
“Sono essenzialmente tre. La prima è infrastrutturale. Per fare un’impresa digitale e circolare devi investire in tecnologia oltre che in processi e governance. Una sfida che si può vincere solamente facendo squadra. Le realtà più piccole, unendosi in consorzi e reti, possono abbattere i costi e rendere scalabile il progetto. La seconda sfida è culturale: bisogna spiegare al consumatore perché conviene acquistare un prodotto circolare e digitale. La terza sfida è sulla reputazione: bisogna essere inattaccabili, fare le cose in maniera certificata, trasparente e rendicontata”. 

Quali sono i programmi in cantiere per il 2023? 
“Dopo aver tracciato il quadro della situazione in Italia, vogliamo raccontare le best practice legando le storie italiane a quelle territoriali che ci sono in Europa e nel mondo. Soltanto unendo tutti i punti si può realmente fare la differenza. E proseguirà anche il rapporto con Opinno Italy che si è dimostrato vincente. Perché ci ha permesso di creare, attraverso un hackathon, un’iniziativa non solo di racconto ma anche di co-creazione tra tutti gli attori coinvolti, che rappresenta il valore aggiunto del progetto”.