Mateos sottolinea l’importanza di riconoscere la volatilità della conoscenza nell’ambiente imprenditoriale: “Ciò che viene richiesto oggi a un direttore dell’innovazione è riconoscere che non sa nulla, che tutto è cambiato”. Questa idea rompe con la nozione tradizionale dell’esperto infallibile e propone una leadership basata sull’umiltà e sull’apprendimento continuo. Non si tratta di difendere ciecamente i modelli di business esistenti, ma di essere disposti ad adattarli, migliorarli e, soprattutto, crearne di nuovi. Nelle sue parole: “Non sei un esperto in nulla, sei un tuttofare”.

«Penalizzare il tuo team di innovazione per aver commesso degli errori è come penalizzare tuo figlio per essere caduto mentre sta imparando a camminare»

«Penalizzare il tuo team di innovazione per aver commesso degli errori è come penalizzare tuo figlio per essere caduto mentre sta imparando a camminare»

Un altro caposaldo della filosofia di innovazione di Mateos è la ricerca di leader disposti a sfidare lo status quo: “Abbiamo bisogno di leader che trovino cambiare ciò che è stabilito più divertente che seguire il copione che gli è stato lasciato”. Questa visione indica una mentalità proattiva e creativa che vede il cambiamento non come un ostacolo, ma come un’opportunità entusiasmante e arricchente.

In un ambiente in cui l’innovazione è fondamentale, Mateos sostiene che l’errore non dovrebbe essere penalizzato, ma visto come una parte naturale del processo. Paragona l’innovazione all’imparare a camminare, dove cadere è un passo essenziale verso la maestria: “Penalizzare il tuo team di innovazione per aver commesso errori è come penalizzare tuo figlio per essere caduto mentre impara a camminare”.

Infine, Mateos sottolinea che l’essenza dell’innovazione è “commettere errori precocemente, rapidamente ed economicamente”, sottolineando l’importanza di considerare i fallimenti come un apprendimento prezioso. Esorta a “dare dignità al fallimento e a condividerlo”, garantendo che questo approccio non solo avvantaggi l’individuo, ma apra anche la strada a coloro che verranno dopo.